Salute e malattia
Prima di andare in spiaggia, sulle piste da sci o in qualsiasi ambiente esterno luminoso, ricorda che i tuoi occhi possono scottarsi proprio come la pelle delle tue braccia.
L'eccessiva esposizione agli ultravioletti (UV) può danneggiare diverse strutture oculari, incluse:
La congiuntiva è una delicata membrana mucosa che ha due parti: la congiuntiva bulbare, che ricopre il bianco dell'occhio, e la congiuntiva palpebrale, che riveste la superficie interna delle palpebre. Quando una (o entrambe) di queste aree viene bruciata dalla luce UV, la condizione si chiama cheratite fotochimica (photokeratitis).
Proprio come per la pelle, la scottatura solare dell'occhio varia da lieve irritazione a infiammazione più severa. Più lunga l'esposizione UV, più intensi saranno probabilmente i sintomi. Segni comuni di cheratite fotochimica includono:
Nella maggior parte dei casi la cheratite fotochimica si risolve da sola entro uno o due giorni. La cura medica si concentra solitamente sul sollievo dei sintomi. Un professionista della cura degli occhi può prescrivere antidolorifici, colliri antibiotici o altri farmaci topici.
Per comfort immediato, prova queste misure casalinghe basate su evidenze:
Ammiccare o distogliere lo sguardo dal sole non fornisce protezione sufficiente; i raggi UV penetrano anche nelle esposizioni brevi.
La luce solare si riflette fortemente su acqua e sabbia, intensificando l'esposizione UV. Ambienti a rischio includono:
Le superfici urbane, cemento, vetro, metallo e muri dipinti, possono riflettere la luce UV indietro verso i tuoi occhi. La copertura nuvolosa non elimina il rischio; gli UV diffusi raggiungono ancora la superficie oculare.
Neve e ghiaccio riflettono fino all'80% della radiazione UV. Sciatori, snowboarder e alpinisti sono particolarmente inclini alla cheratite fotochimica, spesso chiamata "cecità da neve". Alle alte quote l'atmosfera più sottile filtra meno UV, aumentando la vulnerabilità. In casi estremi la superficie corneale può diventare eccessivamente secca o persino congelare.
Fonti UV non naturali pongono anche un pericolo:
Anche se i letti abbronzanti emettono principalmente UVA, l'intensità pura può danneggiare l'occhio. Indossa sempre occhiali protettivi approvati FDA quando usi tali dispositivi.
Quando selezioni occhiali da sole, cerca lenti che bloccano o assorbono il 99-100% di raggi UVA e UVB. Abbinale a un cappello a tesa larga per una schermatura extra. Per sport sulla neve, scegli occhialini che soddisfano lo standard ANSI Z80.3 per protezione UV; un casco aggiunge un ulteriore strato di sicurezza.
Se i sintomi persistono oltre due giorni, cerca una valutazione professionale. Un oculista o optometrista può escludere complicazioni e prescrivere farmaci appropriati.
L'esposizione prolungata agli UV è collegata a gravi condizioni oculari a lungo termine, incluse cataratte, degenerazione maculare legata all'età e tumori della superficie oculare. Protezione tempestiva e trattamento precoce sono essenziali.
Cerca cure immediate se sperimenti uno dei seguenti:
Le palpebre stesse sono anche vulnerabili ai tumori cutanei indotti da UV come carcinoma a cellule basali, carcinoma a cellule squamose e melanoma maligno. Le lesioni a cellule basali sulla palpebra possono invadere l'occhio se non trattate.
Consulta un dermatologo se noti:
In breve, la radiazione UV può "scottare" gli occhi, una condizione nota come cheratite fotochimica. Mentre la maggior parte dei casi è autolimitante, il disagio a breve termine e il potenziale per danni a lungo termine sottolineano l'importanza di una protezione UV costante, specialmente ad alte quote, vicino a superfici riflettenti o quando si usano fonti UV artificiali.
Disturbi oculari e visivi